Un’annata indimenticabile

L’enologo Massimo Corti ci illustra questo sorprendente 2015, un’annata da ricordare ma soprattutto da assaporare. Con gusto, lentezza e passione.

File_002Anche quest’anno, i soci della Cantina Maranzana hanno condotto il vigneto dalla potatura alla vendemmia in maniera ottimale, effettuando giuste ed attente valutazioni, producendo uva di qualità e portando in Cantina un prodotto sano e dotato di tutte le migliori caratteristiche per la realizzazione di un grande vino.

Quella del 2015 è stata un’annata che ci ha soprattutto accompagnato dal punto di vista climatico, sia per quanto riguarda le temperature che le pioggie, quest’ultime giunte nel momento più appropriato per poter ottenere il risultato migliore. Siamo davanti ad un’annata da ricordare negli ultimi 50 anni, soprattutto per le uve rosse. Il mese di agosto, in particolar modo, è stato eccellente in termini di maturazione, dal momento in cui si è registrato un caldo intenso ma non eccessivo, equilibrio giusto per poter raccogliere uve perfette a livello di gradazione, profumi, aromi ed intensità.

File_001La vendemmia è iniziata con i bianchi il 26 agosto, in netto anticipo rispetto agli anni passati, e si è conclusa il 26 settembre. L’unico rischio che abbiamo corso è stato quello di incorrere in un’eventuale sovramaturazione, circostanza che si sarebbe registrata se non si fosse provveduto ad anticipare la raccolta. Il risultato? Un’eccessiva concentrazione di zuccheri e, di conseguenza, un aumento della gradazione che ci avrebbe condotto verso la produzione di un vino liquoroso come, ad esempio, un passito.

Le gradazioni alte non sono più percepite dai consumatori in modo positivo. Il consumatore desidera un bianco che richiami aromi floreali e di frutta fresca come ananas e pesca. Anche i vini barricati sembrano essere ormai superati e relegati ad una moda di alcuni anni fa. Sono vini certamente importanti, ma molto strutturati e decisamente impegnativi soprattutto dal punto di vista dell’abbinamento con il cibo. Ad oggi il consumatore preferisce innanzitutto degustare un vino che ricordi il territorio e il barrricato tende a spersonalizzare lo stesso vino stesso omologandolo, appiattendo il suo legame con la propria terra.

Ineccepibile la gradazione dei rossi che va dai 13.5 ai 14.5. Per quest’ultima, il riferimento va al Barbera d’Asti Superiore come il Trabucco e il Vezzano. Prevediamo un lungo invecchiamento a causa del livello di tannini e di acidità. Nel 2014 le piogge eccessive avevano portato ad un vino più leggero e, perciò, consumabile entro l’annata. Colori, profumi e struttura erano decisamente più attenuati rispetto ad oggi.

File_000(2)Anche le operazioni di vinificazione in Cantina si stanno svolgendo nel rispetto di un’ottimale tabella di marcia. Infatti, è già avvenuta la seconda fermentazione e mi sento di affermare che il vino è già quasi terminato: il clima ci ha di nuovo aiutato perchè non ha ancora fatto freddo. Siamo già nella fase dei travasi, pronti a mettere il vino in invecchiamento anche se, vista la sua struttura decisa, sarà necessario farlo riposare almeno per un anno o un anno e mezzo, ammorbidendolo attraverso il legno per poterne attenuare la sua spigolosità. Il colore è così intenso che quasi non si riesce a vedere la luce attraverso il bicchiere! Non possiamo di certo definirlo un prodotto da pronta beva…

IMG_4922[1]Per quanto concerne il mercato, infine, stiamo attraversando un momento molto favorevole perchè la richiesta di vini morbidi, profumati e fruttati è in crescita. Soprattutto all’estero, come negli Stati Uniti: New York, Indiana, Ohia, Michigan, Florida, Texas ne sono un esempio. In Italia si sta registrando un certo risveglio e il consumatore ha ripreso a riavvicinarsi al vino, dopo la crisi di questi ultimi anni. Anche i mercati del Nord Europa e della Russia si stanno riattivando. A livello di quantitativo nazionale abbiamo addirittura superato i francesi!

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